martedì 12 giugno 2007

Alba Australe

Riuscii ad appisolarmi un pò, mentre M giocava ora con i miei lunghi capelli; non dormii veramente, fu più un dormiveglia, con quella peste sulle ginocchia che oramai non sentivo più.
Aprii gli occhi. L'accarezzai sulla testa e le sussurrai di andare a sedersi al suo posto, perché io mi dovevo alzare per andare in bagno.
Obbedì senza dire nulla.
Svegliai anche Y che non si era accorta del tempo che era passato.
Stavamo sorvolando l'equatore e guardando fuori dal finestrino rimasi stupito dallo spettacolo.
Eravamo proprio sopra una linea invisibile che taglia il mondo; da un lato la notte più blu e nera che si può, con la Luna a sorridermi, dall'altro un bagliore rosso fuoco dell'alba australe a salutarmi per la prima volta nella mia vita.
Ero senza fiato.
I miei occhi non avevano mai visto nulla di così perfetto, di così ben amalgamato, di così colorato.
Nessun pittore sarebbe mai riuscito a trasmettere tali colori alle sue tele, e nessun poeta sarebbe mai stato capace di dare versi a queste emozioni che provavo.
Ero perso tra quelle luci e ombre fuori attorno a me, che mi dimenticai di andare a pisciare.
Tornai a sedermi al mio posto e guardai Y negli occhi addormentati, le diedi un bacio sulla fronte e le mormorai : Ti stai perdendo uno spettacolo unico li fuori. E' veramente inutile dormire quando fuori accadono cose del genere, é tempo sprecato.
Lei mi guardò con un sorriso strano, credo che mi prese per pazzo perché con un occhio semichiuso e l'altro spalancato mi disse di stare tranquillo, che presto saremmo stati a terra, era la stanchezza del viaggio interminabile e la fobia degli spazi chiusi che mi facevano questo effetto.
La guardai e per un attimo pensai che probabilmente era troppo addormentata per capire quello che volevo dire e quello che stavo provando;
mi girai verso il finestrino ad assoporare nuovamente quelle emozioni colorate. Dopo qualche minuto, una mano affusolata mi accarezzò i capelli sciogliendomi la coda, e una voce dolce e sensuale mi sussurò qualcosa che non compresi. Mi voltai e la faccia di Y era praticamente a due cm dalla mia. Potevo sentire il suo respiro confondersi con il mio.
- Scusami, sussurrò mentre appoggiò le sue labbra sulle mie.
Mi staccai con malavoglia e la guardai stupito. Che fai? gli dissi quasi soffocato dal suo abbraccio.
Ssshh!!! mi fece portandosi l'indice davanti alla bocca.
Ho voglia di fare l'amore, ho bisogno di essere un pò coccolata, di un pò di calore, sono mesi che non mi succede niente attorno.
Tu devi essere pazza, siamo su un aereo, stai andando a trovare tuo marito, e mi dici queste cose??!!
Che ti prende? mi disse, perché t'incazzi così, che c'é di male?
Tu sei così dolce, così sereno, mi piaci perché non fare l'amore? non dirmi che non ti piaccio?
Ma no che c'entra? e che non me l'aspettavo questo, e poi c'é la bambina....
Non ti preoccupare per lei, sta giocando, non si accorgerà che spariamo per qualche minuto; dai andiamo in bagno.
Alla toilette??!! le dissi con stupore, ma ci vedono tutti, le hostess e ....
Non ti preoccupare sono troppo impegnate a farlo anche loro che non baderanno certo a noi.
Andammo alla toilette e ci chiudemmo dentro.
Mi baciava con forza e sensualità folle, dentro di me pensavo che stavo facendo l'amore a 9000 mt d'altezza ad una velocità di 900 Km/h e questo mi fece sorridere mentre con le mani le accarezzavo la testa appoggiata al mio ventre.

In quel momento, con la mano affusolata Y mi accarezzò le spalle e disse : Hai visto che spettacolo favoloso l'alba australe?

Svegliandomi.


Estratto dal racconto "Argentina" di prossima pubblicazione.