sabato 22 maggio 2010

Due giorni in giro

Ho passato due giorni in giro tra la mia vecchia palude, la città dell'oblio, e altre piccole fermate lungo il percorso.
durante questo viaggio ho ascoltato moltissima musica. Tutta roba datata almeno anni 80 se non prima, e qualcosina dei 90.
Un pò di sana nostalgia per quello che furono le mie accese passioni musicali.
Due giorni volati via come il vento d'estate. Tra bevute e cazzate, e in sottofondo la mia musica preferite. Il fresco della sera ha fatto si che l'alcol scorresse a fiumi, ma la gioia di ascoltare i discorsi rotti dal tossire di gole ormai bruciate dalle mille intemperie, il rumore delle auto che lontane sulla statale passavano, e le note che arrivavano dallo scalcinato stereo valgono molto più di altre cose. Almeno per me.
Sto diventando vecchio.

venerdì 12 febbraio 2010

Ti saluto Amico mio

Ci sono cose a cui l'uomo non si abitua, e non si abituerà mai.
Momenti in cui preferiresti essere da un'altra parte.
Magari dove il telefono non prende e quindi non puoi ricervere certe notizie.
La vita è una roulette, questo si sa.
Oggi esce il numero fortunato e tutta va bene, domani potrebbe essere il contrario.
Ci sono cose a cui non pensi per mesi, anni.
E poi te le ritrovi davanti, all'improvviso.
Un lampo che squarcia il tuo cielo grigio o azzurro che sia.
Ci alziamo ogni giorno, sempre più indolenziti e vecchi.
Andiamo a lavorare, ci sacrifichiamo per i nostri cari.
Ogni santo giorno che un qualche dio manda sulla terra.
Poi così, all'improvviso, non siamo più in grado di lavorare, di alzarci e cercare di fare qualcosa.
Qualsiasi cosa.
Così nel giro di pochi giorni o settimane, smettiamo di lamentarci del quotidiano,
delle tasse, dell'inquinamento, del vicino che rompe il cazzo col suo trapano la domenica mattina.
Così all'improvviso sentiamo il bisogno di riposare, di curare le nostre stanche membra.
Non ci curiamo più dei nostri interessi, perché l'unico che ci rimane è arrivare al giorno dopo.
O forse a volte speriamo che un gelido soffio ci porti via, senza che ce ne accorgiamo.
La sofferenza di una lenta agonia non fa per noi, che già tutti i giorni soffriamo il male di vivere.
E allora preghiamo un dio assurdo e incapace perché ci aiuti.
Ma lui questo non lo fà. Lui ha già deciso che è ora.
Ora di andare a vedere se davvero c'è qualcosa oltre questo mondo come siamo abituati a vederlo.
E ti chiama a sè. Al sua cospetto immacolato, di assassino senza colpe.
Noi uomini abbiamo inventato tutto, le guerre, le carestie, l'automobile, i razzi che vanno sulla luna.
Ma non sappiamo inventare la vita eterna.
Non sappiamo darci una scadenza più lunga. Quello lo facciamo per gli yogurt o il latte.
Non per il nostro sangue.
Un giorno, non diverso dagli altri, ci sdraiamo su un letto piccolo e poco confortevole di un istituto dove curano tutte le malattie. E non ne usciamo più.
Un paradossale complotto.
Ci giriamo dall'altra parte per non vedere le lacrime dei nostri cari uscire da occhi rossi pulsanti sangue.
Ce ne andiamo via in silenzio.
Così, nel giro di poche settimane.
Come se tutto quello che abbiamo fatto per anni non fosse importante.
Non valesse più nulla.
Un soffio gelido e poi il buio eterno.
Un giorno dopo l'altro a sudare e convincerci che ne vale la pena.
E poi più nulla.

Non è giusto che sia così.
Non lo è la vita.

Ti saluto amico mio.

lunedì 7 dicembre 2009

Riflessioni

E' molto tempo che non scrivo.
Non che non abbia nulla da dire, anzi il contrario, è che ultimamente va tutto troppo veloce.
Se penso una cosa e penso di scriverci sopra qualcosa, il giorno dopo è già vecchia.
Troppo veloce per i miei gusti questa società malata, inquinata.
Ho bisogno di tempo per maturare le idee. Non si può correre sempre tutto il giorno.
Ho bisogno di tempo e di tranquillità.
tutte cose che sembrano andate perdute nel tempo.

martedì 27 gennaio 2009

Milano è buia

Gli avvenimenti che si sono succeduti in questi ultimi giorni, mi fanno pensare che Milano, la mia città adottiva, sia diventata ancora più buia.
Quando arrivai qui, una ventina d'anni fà, la città brulicava di avvenimenti, di situazioni belle da vivere, da assaporare.
Ne ricordo alcune come il concerto gratuito di joe strummer in piazzetta Reale di fianco al duomo in un novembre nebbioso e umido.
Concerto tra l'altro organizzato dal figlio di Craxi, quindi nulla di illegale.
Ma ricordo anche la mobilitazione in piena agosto per lo sgombero della sede storica del Leoncavallo.
In una Milano deserta, il concerto sulle macerie di Ritmo Tribale e Mauro Pagani.
Settimana scorsa la chiusura del COX 18 ha risvegliato gli animi di una parte della città che si era un pò assopita. Ma non è ancora abbastanza.
Alla manifestazione di sabato, anche se si era davvero in tanti, ho visto la mancanza di sigle che invece me le sarei aspettate, e altresi ho visto la presenza invece di stronzetti incappucciati, figli di papà, che si divertivano a provocare gli sbirri e a rovesciare i cassonetti.
Esattamente quello che la ghenga di De Corato aspettava con ansia per poter screditare tutto un movimento intero e poter dire, appoggiati dai media, " visto? ho ragione io".

Milano è sempre più buia.

Avevo usato questo epitaffio già per la chiusura della rassegna di cui ero direttore, che non centra nulla con questo ma era ed è il mio pensiero su questa città.
Il Cox, il Pergola, via dei Transiti, e anche il Biko, che nella sua legallità di circolo arci rischia la chiusura perchè un signore due piani più su protesta.
Il Rolling Stone che a fine anno, dopo una trentina con vari passaggi di gestione, nonostante tutto chiuderà, perchè non riesce a pagare l'affitto appositamente alzato dalla proprietà che probabilmente lo trasformerà in albergo di lusso o residence a cinque minuti dal centro.
Sono bastate 46 firme per fermare i concerti di Springeteen, Vasco, Ligabue a S.Siro, e metterne in dubbio molti altri.
Siamo l'unico paese che non investe nella musica, nel teatro, nell'arte in genere.
Abbiamo i migliori architetti del mondo che progettano e realizzano all'estero stupende sale da concerto come lo Zenith di Strasburgo, pensato proprio e a favore della musica.
Tra qualche anno c'è l'EXPO, una grande risorsa per la città e il paese intero.
Tutte le altre capitali europee ne hanno giovato, cambiando volto e migliorando i servizi, rendondo vivibili le periferie.
Se guardo oggi Milano e quello che sta avvenendo, vedo solo un triste prologo di cosa saranno i prossimi 5, 6 anni.
Uso indiscriminato del cemento e del potere.
Si costruiranno palazzi nell'area del parco Sud, con delibera comunale, togliendo un altro polmone verde alla città che già soffoca.
Si ultimerà lo skyline del quartiere Isola, dopo aver fatto sparire sotto la sua ombra la Stecca degli Artigiani e il Pergola.
Questa non è la Milano che io volevo vivere.
Non è la città che ho eletto a mio domicilio, nella quale sono tornato anche dopo lunghi soggiorni all'estero.
Non è la città delle opportunità che avevo conosciuto a metà degli anni 80.
Qui non c'è più nulla di tutto quello che avevo sognato.
Viviamo la città, o ne saremo soffocati.
Restiamo Liberi.

lunedì 28 luglio 2008

Sono giornate strane queste.
La voglia di lavorare è sempre meno ormai da mesi.
L'afa insopportabile, mi rende nervoso e poco propenso al dialogo.
Nemmeno il caffè d'orzo bevuto lentamente mi da sollievo.

Eppure dovrebbe.

Non lo so.

Mi sento diverso, e non so nemmeno cosa voglio dire.

giovedì 17 luglio 2008

Genova per Noi


Eccoci di nuovo qui a parlare di Genova.
Ieri con una sentenza che ha dell'incredibile, hanno ancora una volta nascosto la verità. Ancora una volta come nei peggiori stati militari del sudamerica, hanno detto che non è vero che è stata una cosa orrenda quello che hanno fatto. Non è vero che centinaia di donne e uomini sono stati vilmente attaccati e malmenati dalle Forze dell'Ordine (parola che assume un valore unico in questa frase).
Assolti quasi tutti. E i condannati tempo un paio d'anni saranno a capo di qualche struttura poliziesca.
Ci siamo di nuovo. Il nostro Bel Paese è abile in queste cose. L'ha dimostrato sin dalla fine degli anni sessanta. Con le Stragi di stato, con esecuzioni di massa come piazza Fontana o l'italicus.
Ieri hanno dimostrato che in questo Bel Paese esiste ed è in vigore la legge dei due pesi e due misure.
Se qualcuno viene arrestato per corruzione i giudici sono conniventi e da deleggittimare, ma se vieni massacrato di botte o ammazzato dalle Forze dell'Ordine, allora va tutto bene.
Nessuno che apra bocca per dire che è una Vergogna.
Quello che è successo in quei giorni è una Vergogna.
Come è finita ora è uno Schifo.

In quei giorni del 2001 il Paese ha preso una via senza ritorno.
Il Paese è sprofondato nell'oblìo della violenza cieca.
Siamo il Paese unico al mondo dove vince sempre il più furbo, il disonesto, l'approffittatore, con logica mafiosa e massonica.

Io sono disgustato e ho paura.
Ho paura che ogni parola detta o scritta mi si ritorca contro.

Ma non si può stare in silenzio.
Perchè il silenzio uccide più di mille parole.
Qualcosa bisogna pur fare.

Ne va della nostra integrità morale. Della nostra vita.

mercoledì 2 luglio 2008

liberata Betancourt

Hanno liberato la Betancourt.
Era ora.
Non voglio entrare nel merito di tutta la vicenda.
Ci saranno sicuramente pagine oscure.
L'importante che un essere umano possa tornare a vivere in modo dignitoso.
Tutto il resto sono solo parole perse nel vuoto di queste città mediocri.