martedì 27 gennaio 2009

Milano è buia

Gli avvenimenti che si sono succeduti in questi ultimi giorni, mi fanno pensare che Milano, la mia città adottiva, sia diventata ancora più buia.
Quando arrivai qui, una ventina d'anni fà, la città brulicava di avvenimenti, di situazioni belle da vivere, da assaporare.
Ne ricordo alcune come il concerto gratuito di joe strummer in piazzetta Reale di fianco al duomo in un novembre nebbioso e umido.
Concerto tra l'altro organizzato dal figlio di Craxi, quindi nulla di illegale.
Ma ricordo anche la mobilitazione in piena agosto per lo sgombero della sede storica del Leoncavallo.
In una Milano deserta, il concerto sulle macerie di Ritmo Tribale e Mauro Pagani.
Settimana scorsa la chiusura del COX 18 ha risvegliato gli animi di una parte della città che si era un pò assopita. Ma non è ancora abbastanza.
Alla manifestazione di sabato, anche se si era davvero in tanti, ho visto la mancanza di sigle che invece me le sarei aspettate, e altresi ho visto la presenza invece di stronzetti incappucciati, figli di papà, che si divertivano a provocare gli sbirri e a rovesciare i cassonetti.
Esattamente quello che la ghenga di De Corato aspettava con ansia per poter screditare tutto un movimento intero e poter dire, appoggiati dai media, " visto? ho ragione io".

Milano è sempre più buia.

Avevo usato questo epitaffio già per la chiusura della rassegna di cui ero direttore, che non centra nulla con questo ma era ed è il mio pensiero su questa città.
Il Cox, il Pergola, via dei Transiti, e anche il Biko, che nella sua legallità di circolo arci rischia la chiusura perchè un signore due piani più su protesta.
Il Rolling Stone che a fine anno, dopo una trentina con vari passaggi di gestione, nonostante tutto chiuderà, perchè non riesce a pagare l'affitto appositamente alzato dalla proprietà che probabilmente lo trasformerà in albergo di lusso o residence a cinque minuti dal centro.
Sono bastate 46 firme per fermare i concerti di Springeteen, Vasco, Ligabue a S.Siro, e metterne in dubbio molti altri.
Siamo l'unico paese che non investe nella musica, nel teatro, nell'arte in genere.
Abbiamo i migliori architetti del mondo che progettano e realizzano all'estero stupende sale da concerto come lo Zenith di Strasburgo, pensato proprio e a favore della musica.
Tra qualche anno c'è l'EXPO, una grande risorsa per la città e il paese intero.
Tutte le altre capitali europee ne hanno giovato, cambiando volto e migliorando i servizi, rendondo vivibili le periferie.
Se guardo oggi Milano e quello che sta avvenendo, vedo solo un triste prologo di cosa saranno i prossimi 5, 6 anni.
Uso indiscriminato del cemento e del potere.
Si costruiranno palazzi nell'area del parco Sud, con delibera comunale, togliendo un altro polmone verde alla città che già soffoca.
Si ultimerà lo skyline del quartiere Isola, dopo aver fatto sparire sotto la sua ombra la Stecca degli Artigiani e il Pergola.
Questa non è la Milano che io volevo vivere.
Non è la città che ho eletto a mio domicilio, nella quale sono tornato anche dopo lunghi soggiorni all'estero.
Non è la città delle opportunità che avevo conosciuto a metà degli anni 80.
Qui non c'è più nulla di tutto quello che avevo sognato.
Viviamo la città, o ne saremo soffocati.
Restiamo Liberi.