giovedì 27 settembre 2007

Giornata uggiosa.

L'autunno è arrivato.
Di botto.
Nel giro di 24 ore la temperatura è scesa di almeno una decina di gradi. E si sentono.
Il freddo dentro al cuore aumenta.
Le serate sfilano via, tra uno schizzo d'acqua, una festa, un concerto e qualche bicchiere di buon vino.
Il quartiere sembra dottor Jackil e Mr. Hyde.
In continuo cambiamento tra il giorno e la notte.
Di giorno c'è quell'aria di sogno incompleto, di qualcosa che non è finita o mai cominciata, un'aria sospesa.
Di notte si fondono rumori, voci, profumi e ombre, creando vite nuove e distruggendone altre.
Dalla mia finestra le vedo passare, mentre la mia rimane bloccata dentro ad un bozzolo ancora di là da venire.
Mi alzo presto, quando ancora le luci del notturno cittadino, tremolanti mi illuminano la faccia raggrinzita.
Mi sfrego la barba incolta, cerco le chiavi della macchina.
Esco dal parcheggio e mi infilo nel solito bordello metropolitano.
Mi bruciano gli occhi per il poco dormire.
Il fegato per il troppo bere.
Fuori fa freddo.
Alzo il bavero della giacca e mi stringo dentro un finto abbraccio.
Entro nel bar e chiedo il mio solito caffè, che non dovrei bere.
La giornata è uggiosa, il mio umore pure.