mercoledì 30 maggio 2007

città informe


La città inghiotte il mio umore oggi.
Il traffico è qualcosa che serve a mantenerti vivo, a tenere alta la tua soglia di attenzione. Giravo stamattina per il mio nuovo quartiere. Metà dei negozi erano ancora chiusi, l'altra metà non riapriranno più. C'è come una sensazione di deserto, di assoluta volontà di ridurre tutta la zona ad un'unico, grande albergo a ore. Un grande dormitorio verrebbe da dire, anche se in realtà questo quartiere che non conosco ancora bene, ha sicuramente due faccie. Di giorno è sereno e tranquillo, quasi noioso, bello e intrigante ma privo di quella sana euforia tendente alla pazzia congenita, che invece traspare e trasuda da ogni mattone alla notte. Sembrano due universi paralleli, che viaggiano insieme senza mai toccarsi, anzi temendosi l'un l'altro; quasi che il contatto assumesse sembianze di contagio, di virus letale, capace di ridurre in fin di vita uno dei due aspetti. Il più forte verrebbe da dire è quello scuro, ombroso, il lato irriverente della dopo tramonto; travestito di mille luci e colori, ad abbattere il grigiume mattutino.